Carlo Michele Petruzziello
Concept artistico – dimensioni in connessione
Il lavoro scultoreo di Carlo Petruzziello si configura come una continua esplorazione del legame profondo tra l’uomo, l’universo e le molteplici dimensioni attraverso cui queste realtà possono entrare in connessione. Il suo approccio alla forma non è mai statico né autoreferenziale, ma si apre costantemente a nuove possibilità espressive, in un dialogo attivo tra materia, energia e pensiero simbolico.
Le sue opere non rappresentano, ma attivano: diventano dispositivi di percezione che invitano lo spettatore a entrare in contatto con piani di realtà spesso esclusi dalla logica razionale. Curve, vuoti, tensioni materiche e forme in equilibrio si trasformano in linguaggi attraverso cui Petruzziello suggerisce una pluralità di dimensioni, dove materia e spirito, tempo e assenza, convivono e si compenetrano.
Questo concept, sviluppato sulle Tre Fasi: “Figurativo”, “A Nuova Vita” e “Cosmogonia” si manifesta con particolare chiarezza nei diversi cicli che hanno segnato la sua evoluzione artistica. In “A nuova vita”, Petruzziello compie un passaggio decisivo: abbandona la fase “Figurativa” tradizionale per abbracciare un linguaggio più astratto, dove la forma si libera da vincoli narrativi e diventa spazio generativo. È in questo ciclo che emerge una tensione verso l’essenziale, un bisogno di distillare l’immagine fino a renderla segno, vibrazione, potenzialità. Tale ricerca trova pieno sviluppo nella “Cosmogonia”, fase concettualmente e formalmente articolata, che include diversi cicli tra cui; “Uovo Cosmico”, “Aggirate resistenze” e “Spirale”.
Con “Uovo Cosmico“, l’artista attinge a simboli archetipici e universali: l’uovo come matrice primordiale, contenitore dell’energia originaria e dell’atto creativo per eccellenza. Le sculture si fanno allora contenitori di possibilità, forme sospese tra nascita e trasformazione, tra il visibile e ciò che ancora deve manifestarsi.
In “Aggirate resistenza“, la tensione si fa più concreta, quasi fisica. Le opere testimoniano un movimento, un’azione che sfida l’inerzia della materia e le resistenze della forma. Qui la connessione tra uomo e universo si gioca nella lotta e nella traiettoria, nella volontà di oltrepassare i limiti imposti dalla realtà tangibile per accedere a nuove dimensioni espressive.
Il ciclo “Spirale“ aggiunge una dimensione ulteriore a questa ricerca: il movimento ciclico, l’evoluzione continua che non procede in linea retta, ma attraverso ritorni, espansioni e progressivi avvicinamenti all’essenza. La spirale è simbolo di crescita, trasformazione, ma anche di connessione tra il centro e l’esterno, tra l’interiorità e il cosmo. In queste opere, Petruzziello indaga la dinamica della forma come energia in divenire, suggerendo un tempo non lineare ma fluido, dove ogni curva è una soglia e ogni torsione un passaggio verso l’ignoto.
In tutti questi passaggi, Carlo Petruzziello mantiene saldo il nucleo del suo pensiero: l’arte come atto di connessione tra differenti piani dell’esistenza. Le sue sculture non sono mai oggetti chiusi, ma portali aperti su un altrove, strumenti di ascolto e visione per chi è disposto a interrogare lo spazio con occhi nuovi.




